Cosa sono i 5,50 Euro che sempre più spesso si pagano alle poste per i pacchi provenienti dalla Cina, Hong Kong ecc.
Una guida per chiarire (si spera) questo che ormai è diventato quasi un incubo.
Ciao,
per prima cosa mi scuso se questa guida non è, come annunciato, la seconda parte della guida al VOIP e a SKYPE.
Ho già parlato di dogana e di come evitare i dazi. Trovate la guida in questione cliccando qui sulla destra il link che porta alle altre mie guide.
E' però necessario un approfondimento, più che altro perché ho dedicato sforzi fino a quando ho fatto finalmente chiarezza su questo argomento.
Spero quindi che questa guida possa dare una risposta che (aimé) sembra definitiva e cioè:
I 5,50 Euro si pagheranno sempre... punto.
Questo è assodato. Per ogni pacco proveniente dai paesi extra UE, si pagheranno queste maledette vecchie dieci mila lire circa.Vediamo di capire di cosa si tratta.
Sono finalmente riuscito a reperire una copia della lettera che alcuni (pochi) fortunati hanno ricevuto insieme alla richiesta del balzello.
La trovate a questo link:
www.cinadist.com/postedogana.jpg
Come potrete vedere, con parole molto "marketing" ovvero che dicono tutto e niente, è spiegato il motivo per cui si paga questa somma.
Leggendo la lettera, si può pensare che sia un obbligo di legge, soprattutto in questo passaggio:
Poste italiane, infatti, è stata autorizzata ad espletare le procedure di sdoganamento in nome e per conto dell'Agenzia delle Dogane.
Quello di cui parla questa frase non è altro che la procedura che il Codice Doganale, ovvero la legge che raccoglie tutte le normative in materia, chiama "Domiciliazione".
In pratica le società di trasporto, o che effettuano attività di importazione conto terzi, hanno la possibilità di ottenere l'autorizzazione ad effettuare le procedure di sdoganamento senza passare da un ufficio pubblico.
Ecco come avviene: dopo una serie di passaggi burocratici, le società di spedizione vengono autorizzate a sdoganare in proprio, gestendo con strumenti informatici le pratiche doganali e girando all'Agenzia delle Dogane i soldi incassati in merito.
La frase di cui sopra, quindi, non indica altro che le poste hanno attivato la procedura di domiciliazione e si occupano loro di effettuare lo sdoganamento.
Per dare questo servizio, si fanno pagare, cosa che in effetti fanno tutti i corrieri.
La tariffa che alle poste hanno stabilito per questo servizio è pari a 5,50 Euro per spedizione, a cui si aggiungono dazi e IVA se il valore dichiarato supera i 45 Euro.
Quindi non si scampa
Ci sono ancora uffici postali che non si sono del tutto allineati con le procedure e quindi non fanno pagare, per i fortunati che sono serviti da questi.Di fatto, però, nel giro di poco tempo sarà tutto standardizzato e, quindi, i 5,50 Euro si pagheranno sempre.
Ma forse è meglio così
Molti potrebbero pensare che questa cosa è negativa, ma se ci si pensa bene potrebbe non esserlo poi così tanto.Rispondete (a bassa voce, però) a questa domanda: quanta voglia hanno di lavorare gli impiegati delle poste?
Se tanto mi da tanto la vostra risposta la conosco. E' uno standard. Anche in Cina è così.
Questo potrebbe trasformarsi in un grossissimo vantaggio.
Già, perché i pacchi di valore dichiarato basso (20/40$) saranno soggetti ai 5,50 Euro ma, con buona probabilità, non saranno controllati, perché è uno sbattimento che i cari impiegati delle poste non hanno certo voglia di farsi.
Ecco allora che per chi si diverte a comprare scarpe, borse ecc, potrebbe essere un bel vantaggio.
Per adesso l'unica cosa certa è che ormai è chiaro che si pagherà per ogni spedizione, ed è una tariffa delle poste, non una tassa.
Tenetene conto nei vostri acquisti.
Buone aste!
Guida creata: 14/02/06 (aggiornato il 10/05/13)




Grazie per aver votato. Se il voto è conforme alle nostre 