COME REALIZZARE UN PLASTICO FERROVIARIO : Guide eBay

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Guida vista: 13785 volte Tag: realizzare | plastico | ferroviario | fermodellismo | loco



 

Come realizzare un plastico ferroviario?
La fase progettuale è una delle più importanti. Qui vengono decise le strutture principali del nostro plastico, le sue dimensioni, il tipo di circolazione, le caratteristiche del paesaggio.
Vediamo in dettaglio i passi da seguire:

1) la struttura

2) il tracciato

3) la posa dei binari

4) il paesaggio

5) le montagne

6) i prati

7) le rocce

8) gli alberi

9) i corsi d’acqua e i laghi

10) gli edifici

11) i personaggi

La prima cosa da fare quando si vuole
costruire un plastico ferroviario
è quella di pensare alla sua struttura portante.
Il nostro plastico deve essere robusto per sopportare il peso degli anni, ma anche, volendo, sezionabile per poter essere trasportato (chi può dire di non dover mai traslocare?).
Come poter soddisfare queste due esigenze?
Personalmente preferisco una struttura a ‘cornice’, cioè composta da una cornice di tavole di legno (alte un quindicina di centimetri e spesse un paio) sorrette da alcuni cavalletti di legno o da vere e proprie gambe. Questa soluzione, oltre ad essere econimica, ha anche il pregio di essere poco pesante. Ogni 50 centimetri circa avremo l’accortezza di porre delle assi di rinforzo che serviranno anche per supportare le strutture sovrastanti.
Per sorreggere la cornice così ottenuta possiamo utilizzare dei cavalletti, oppure, se vogliamo adottare una soluzione più elegante, inviteremo ad ogni angolo delle gambe.
Per rendere trasportabile il tutto, ci preoccuperemo di ‘sezionare’ la cornice, cioè di creare dei rettangoli di dimensioni adeguate a passare attraverso le porte della nostra stanza; più rettangoli saranno accostati ed invitati assieme per renderli stabili e solidali e formare la struttuta definitiva della struttura portante.

Innanzi tutto prendiamo in considerazione lo spazio che abbiamo a disposizione e mettiamolo in relazione con la scala scelta. Ognuno di noi predilige un tipo di ambientazione perciò ogni scelta e valida e personale: chi vuole vedere sfrecciare lunghi convogli opterà per un tracciato con lunghi rettilinei, stazioni di corsa e tratti in galleria per nascondere le curve meno realistiche, chi preferisce le manovre in stazione opterà per un tracciato punto a punto, con due stazioni di testa dove effettuare le manovre di composizione e smistamento dei vagoni, ecc.
L’impotante, come si è detto, è avere fin dall’inizio un’idea abbastanza precisa di ciò che si vorrà ottenere, per evitare, in corso d’opera, di dover modificare il nostro prezioso lavoro.
Qualunque sia la nostra scelta, dobbiamo comunque confrontarci con lo spazio a disposizione.
Ci sono diversi tipi di soluzioni che ci permettono di sfruttare lo spazio. Analizziamo le più comuni:

  1. Struttura lineare: formata da un rettangolo; corre su un solo lato della stanza; ideale per linee ‘punto a punto’ o diorami.

  2. Struttura a L: il perimetro della struttura forma una L, con i due lati non necessariamente uguali; si possono realizzare tracciati interessanti senza occupare tutta la stanza.

  3. Struttura lungo la stanza: il tracciato corre lungo le pareti della stanza, e, nei casi più complessi, presenta delle anse che si protendono verso il centro della stanza; sicuramente la soluzione più bella, in quanto si è circondati dai convogli e dal paesaggio.

In tutti i casi bisogna ricordarsi di rendere raggiungibile ogni punto del tracciato per la costruzione, la manutenzione ma anche per intervenire in caso di deragliamento dei convogli. Se la struttura è addossata alla parete, facciamo in modo che lo spessore non ecceda il metro; se invece è staccata dalla parete, lo spessore può essere raddoppiato (in quanto possiamo intervenire da entrambe le parti) ma lasciamo uno spazio sufficiente tra la parete e la struttura pe poterci agevolmente muovere dietro ad essa (normalmente sono sufficienti 70 centimetri).

Ora possiamo pensare allo sviluppo vero e proprio del nostro tracciato. Non stanchiamoci di disegnare, disegnare, disegnare lo sviluppo del tracciato. Ci sono molte pubblicazioni che suggeriscono idee di tracciati; il web stesso ne è pieno. Possiamo attingere a piene mani da questi suggerimenti, prenderne solo spunto, fonderne due o più diversi e così via.

Il metodo più idoneo per realizzare la struttura sulla quale posare la lostra linea ferroviaria è quello di utilizzare delle strisce di compensato da 6mm (scala HO) o 4mm (scala N) di qualche centimetro più larghe del nostro binario. Evitiamo di inchiodare il binario: la soluzione più idonea è quella di fissarlo alla struttura mediante biadesivo (quello gommato, spesso qualche millimetro). Abbiamo così due vantaggi: otteniamo un isolamento acustico tra il binario e la struttura di legno sottostante che diversamente si comporterebbe da cassa di risonanza accentuando eccessivamente (e poco realisticamente) i rumori prodotti dai nostri convogli; in più abbiamo una superficie pronta sulla quale far aderire la massicciata che pertanto andrà applicata subito dopo la posa del binario.
Soprattutto nelle ambientazioni di montagna, saranno inevitabili le salite: ricordiamoci di rendere le livellette il più possibile realistiche e sicure da percorrere per i nostri convogli. Tratti più impegnativi, resi necessari dallo sviluppo del tracciato, possono essere nascosti in galleria.
Indicativamente la pendenza massima dovrebbe essere del 4-5 % per la scala HO e 7-8 % per la scala N.
La scelta del tipo di ambientazione è molto importante e comunque deve sottostare, anch’essa come il tracciato, allo spazio che abbiamo a disposizione. Evitiamo la presenza di montagne ‘a panettone’ cioè molto alte con fianchi ripidissimi e quindi poco realistici: preferiamo pendii dolci ed eventualmente predisponiamo un fondale con raffigurate cime più ‘impegnative’.
La scala utilizzata influenza anche la presenza del paesaggio: la scala N si presta bene alla rappresentazione di ampi spazi che catturano l’attenzione, la scala HO invece, per le sue dimensioni, sacrifica il paesaggio a favore del treno (a meno che non si abbia una grande superficie a disposizione).
Immaginiamo il nostro tracciato come se dovesse essere costruito ‘sul’ paesaggio (così come avviene nella realtà): dobbiamo cioè dare l’impressione che la linea ferroviaria si adatti al paesaggio, con curve, trincee, terrapieni ed opere d’arte atte ad attraversare quel determinato luogo. In realta è il nostro paesaggio che si adatta alla linea, ma questo non si deve mai intuire.
Le curve più secche, possibili solo nel mondo modellistico e non nelle ferrovie reali, devono essere mascherate (generalmente si utilizzano tratti in galleria allo scopo), così come l’andamento generale del tracciato dovrebbe essere mascherato da curve, gallerie, viadotti, ecc. per nascondere il cosidetto effetto ‘anello’ che caratterizza i tracciati giocattolo.

Il metodo migliore per realizzare la struttura delle montagne è quello di utilizzare fogli di polistirolo espanso da 3 cm. Disponete il primo foglio facendolo appoggiare sulla cornice esterna della struttura portante e sui montanti orizzontali di rinforzo. Via via costruite il rilievo incollando altri fogli, uno sopra l’altro, avendo l’accortezza di ridurre via via le dimensioni dei fogli man mano che si sale verso l’alto (immaginate una piramide a gradoni, ma nel nostro caso con i lati molto irregolari), in modo da creare un profilo della montagna con il pendio desiderato. In pratica non fate altro che costruire delle curve di livello, come quelle che si vedono nelle cartine topografiche. Una volta realizzato il profilo desiderato, tagliate con un taglierino gli spigoli vivi dei fogli, così da raccordare il foglio sovrastante con quello sottostante. Non preoccupatevi di essere troppo precisi in questa fase.
Ora dovete ricoprire questa struttura portante con della cartapesta per rendere il pendio più verosimile.
La cartapesta si ottiene sminuzzando carta di giornale e tenendola a bagno in acqua calda per qualche ora. Ora dovete ulteriormente sminuzzare la carta fino a renderla una poltiglia (ottimo per lo scopo l’utilizzo di un miscelatore di vernici montato su un trapano). Lasciate riposare per un’altra ora.
A questo punto dovete togliere dalla poltiglia così ottenuta l’acqua in eccesso: utilizzando uno straccio raccogliete piccole porzioni di cartapesta e strizzate via l’aqua.
Alla fine avrete una poltiglia non troppo bagnata ma facilmente modellabile. Aggiungete colla vinilica e colla per carta da parati finché l’impasto non diventa scivoloso e appiccicoso.
Siete ora pronti per utilizzare la cartapesta come pasta per modellare: ponete via via piccole porzioni sul polistirolo utilizzato per creare il profilo della montagna, in modo da creare il pendio definitivo.
Ad essiccazione avvenuta (da qualche giorno a qualche settimana a seconda dell’acqua rimasta nell’impasto della cartapesta) dipingete la struttura così ottenuta con un colore di fondo (verde se prevedete che in quel punto sorgerà un prato, grigio chiaro se ci sarà della roccia).

Il metodo migliore per realizzare i prati è di utilizzare le spugne triturate (polveri) che molti produttori forniscono. Esse si applicano dopo aver cosparso il terreno con della colla vinilica diluita. Una volta ottenuto l’effetto voluto cospargete il prato così ottenuto con dell’altra colla vinilica diluita, applicata con uno spruzzatore per piante od una siringa ipodermica. Le polveri sono commercializzate in svariate granulometrie e colori: non abbiate paura di usare differenti sfumature perché in natura il colore dei prati non è uniforme. L’osservazione della realtà resta sempre una grande fonte di ispirazione! Utilizzate anche delle colorazioni rosse e gialle per simulare i prati fioriti.
I cespugli si possono ottenere con dei pezzi di spugna più grandi, opportunamente sagomati per rendere l’effetto di irregolarità.

Ci sono due metodi per ottenere rocce realistiche: la carta igienica (sic!) e gli stampi siliconici.
La carta igienica: sulla superficie della cartapesta dove volete far sorgere una roccia, cospargete con un pennello della colla vinilica diluita. Applicate quindi della carta igienica, tamponando con un pennello per farla meglio aderire alla struttura sottostante.
Una volta essiccata la colla, la carta presenterà delle irregolarità simili alla stratificazione rocciosa. Utilizzate colori chiari (grigio e ocra nelle loro sfumature) per rendere verosimili i vostri affioramenti rocciosi.
Lo stampo siliconico: innanzi tutto bisogna cercare in natura delle piccole rocce.
Una volta a casa pulire bene i campioni per togliere polvere e terra. Con della gomma siliconica (reperibile nei negozi di vernici e fai da te) realizzate lo stampo spalmando la superficie della roccia che volete riprodurre nel vostro plastico. Potrebbe essere necessario rinforzare lo stampo con della garza.
Ad essiccazione avvenuta separate con attenzione la roccia dallo stampo.
Per ottenere un calco del vostro campione utilizzate del gesso per calchi, da colare nel vostro stampo.
Qualndo il gesso avrà fatto presa, toglietelo delicatamente dallo stampo. Coloratelo con colori delle tonalità del grigio e dell’ocra.
Ora non resta che incollare il calco nel vostro plastico.

In commercio esistono tantissime soluzioni che, più o meno realisticamente, riproducono gli alberi. Se dovete realizzare una foresta di grandi dimensioni, il consiglio è quello di usare gli alberi già pronti (siano essi conifere, pioppi, larici, ecc). Se invece volete realizzare un piccolo gruppo di alberi, la soluzione migliore è quella di acquistare dell’erica lacustre (v. ad esempio catalogo Noch) che simula il tronco e i rami. Essendo un prodotto naturale, ogni albero sarà differente dagli altri. Questa erica cresce solo nel nord Europa, quindi non siamo in grado di reperirla in natura qui in Italia.
Una volta aggiustate le dimensioni dell’erica in base alla nostra scala ed alle dimensioni che vogliamo abbia il nostro albero, cospargiamo abbondantemente il rametto con della lacca forte per capelli. Copriamolo quindi con le polveri che abbiamo usato per i prati così da simulare la chioma. Ripetiamo l’applicazione della lacca per fissare il tutto. Ora non ci resta che trovare una sistemazione per il nostro albero!

In un paesaggio montano non possono mancare corsi d’acqua e laghi, i quali, se ben posizionati, daranno un tocco caratteristico al nostro plastico. L’utilizzo dell’acqua vera è sconsigliato, in quanto, oltre a dover prevedere un sottofondo impermeabile, comporta dei problemi di umidità che non vanno d’accordo con il nostro materiale rotabile e con l’impianto elettrico del plastico.
La soluzione più pratica è quella di utilizzare delle speciali resine messe in commercio da ditte fornitrici di accessori per paesaggi (es. Woodland Scenics). Si procede preparando il fondale del fiume, torrente o lago, mediante un fondo di polveri fini color marrone per simulare il fondale. Si applicano quindi delle piccole pietruzze e dei piccoli rametti spezzati. Si fa colare quindi la resina (che a seconda dei tipi dovrà essere o meno sciolta sul fuoco prima dell’applicazione). Per simulare piccole creste sul pelo dell’acqua potete soffiare dell’aria (ad esempio con un ascigacapelli) quando la resina non ha ancora fatto presa. Ad essiccazione avvenuta vi sorprenderete dell’effetto!

In commercio esistono molte ditte che offrono edifici urbani e rurali in kit di montaggio. Essendo per la maggior parte ditte tedesche, lo stile ovviamente sarà tipico di quel paese, anche se alcuni articoli si possono ben adattare ad un’ambientazione italiana. Ampia gamma di scelta invece se avete optato per una ambientazione montana.
Ricordatevi di posizionare gli edifici in modo realistico e di prevedere una loro illuminazione mediante una piccola lampadina posta sotto ad essi.

Nessun plastico sarebbe completo senza la presenza di personaggi ed animali. In commercio esistono diverse ditte che realizzano personaggi adatti ad ogni esigenza ed epoca. La soluzione più economica è quella di acquistare personaggi non colorati, ai quali si applicheranno colori a nostro piacimento. Di norma, e ciò vale in particolare per le scale più grandi (dalla HO in poi) sarebbe buona norma inserire dei personaggi anche all’interno delle carrozze passeggeri (esistono infatti numerosi soggetti seduti) ed anche all’interno delle locomotive.
Non ci si dimentichi poi di inserire nelle nostre ambientazioni anche qualche animale.

BUON LAVORO A TUTTI


ID guida: 10000000013585921Guida creata: 22/09/09 (aggiornato il 20/08/13)

 
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