Collezionare orologi da tasca: IV° la collezione : Guide eBay

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Guida vista: 2809 volte Tag: orologi da tasca | vintage | antichi | collezione | valutazione


Dopo un po' di tenpo e di avventure, bene o male ci ritroviamo con un certo numero di orologi, la nostra collezione. Ed ora che ne facciamo ? Per le collezione di francobolli ci sono gli album appositi, ma qui non si sa bene cosa fare. A me preme però mettere in luce che prima di preoccuparci della sistemazione, diciamo, fisica dei nostri orologi è necessario conoscerli, quindi avere una sistemazione "logica".

Il nuovo arrivato

E' abbastanza probabile che un orologio appena arrivato non sia nella sua forma migliore : nel migliore dei casi è sporco e basta, di regola ci sono un po' di problemini minuscoli, che non affrontati con un minimo di esperienza sembrano enormi.. Diciamo subito che l' oggetti più importante di cui dobbiamo munirci è di un buon monocolo. In effetti ci vuole una serie di monocoli, diciamo da 3 ingrandimenti a 10, ma soprattutto con profondità di campo diverse. Un monocolo con un forte ingrandimento, ma una profondità di campo ed una distanza operativa (la distanza alla quale l' oggetto è a fuoco) molto piccola serve alla contemplazione, forse, ma non ci si può lavorare. Senza monocolo si vede ben poco, soprattutto poco di quello che dobbiamo vedere ! Secondo oggetto indipensabile, un coltellino per aprire le casse. Si può ovviamente usare una qualsiasi lama sottile, come un taglierino, ma se "scappa" si corre il rischio di finire in prontosoccorso a farsi cucire, il che non è piacevole.

Ci sono parecchi siti dove si spiega come aprire le casse, e quasi tutti i libri danno informazione in merito. Quello che, stranamente, nessuno dice è che PRIMA di dar piglio all' apricasse ci vuole ... il monocolo. Chi ha costruito la cassa si è certamente preoccupato di come poi si deve aprire. Usaminando con attenzione la cassa si vedrà, di regola, il punto dove inserire la lama per aprire la cassa, spesso una sottilissima "unghia". Se proprio la periferia del coperchio posteriore è veramente liscia, allora la cassa probabilmente è a vite. Se ci sono le cerniere, è ovvio che il punto di apertura sia a 180°, opposto alla cerniera. Quindi con un nuovo arrivo sempre e comunque una accurata ispezione visiva: eviteremo di danneggaire quasi certamente il nostro orologio.

Una volta aperto il coperchio posteriore, diamo un' occhiata al movimento. Se l' orologio è stato venduto funzionante, il bilanciere DEVE essere libero, ossia quando diamo una "scrollatina" con una torsione del polso (attenzione a stringerlo bene con le dita !) il bilanciere DEVE oscillare. Se non succede questo, la questione è preoccupante. Se il bilanciere oscilla possiamo provare a caricare l' orologio. Se è scarico ed è in "buona forma" il bilanciere partirà spontaneamente almeno quando la molla è arrivata nell' ultimo terzo della carica. Se è in forma meno buona, o ha subito sbalzi di temperatura (facilissimo) o urti violenti (ma non tanto da danneggiarlo), ci vorrà ancora la spinterella classica con la torsione del polso.

D' inverno spesso gli orologi estratti dalla scatola di trasporto sono gelidi. Lasciateli tranquilli fino almeno a che non arrivino a temperatura ambiente, ma è meglio dargli una giornata o due di tepore prima di cercare di farli partire. Il nostro parte, da solo o a spinta, e quindi tutto bene, e questo è vero per 9 orologi su 10 arrivati scarichi. Se invece quando tentiamo di caricarlo ci accorgiamo che l' orologio è già carico ... c'è un problema. Normalmente in un orologio venduto per funzionante e con il bilanciere libero non è nulla di grave, ma richiede o della competenza o un orologiaio. D' inverno un paio di giorni di temperatura ambiente possono fare miracoli, ripeto.

Se il bilanciere non è libero è un guaio grosso, e ci vuole comunque un orologiaio e dei bei quattrini, ammenochè non l' abbiamo acquistato SAPENDO che c'è un livello di danno del genere, per cui non è nessun guaio, è una decisione nostra averlo comprato.

Di regola siamo a posto, e possiamo procedere alla "messa in collezione". Può spesso capitare che nonostante tutto sia in ordine il nostro orologio "non cammina", il bilanciere fa qualche oscillazione e si ferma. Ci possono essere molte cause, ma la più comune sta dall' altra parte, sul quadrante: le lancette fuori posto, che si toccano e bloccano il movimento. La cosa è banale se si ha un minimo di attrezzatura e destrezza, in caso contrario qualsiasi orologiaio può risolverla al volo, con una spesa limitatissima. Naturalmente questo fenomeno si vede, letteralmente: per verificare che si tratti proprio di questo, facciamo ruotare la lancetta dei minuti all' indietro, in modo da esser certi che sia libera, e il bilanciere, stimolato o meno, dovrebbe partire. Attenzione, le lancette dei secondi possono saltar via, e muoversi sul quadrante. Sono molto piccole, per cui facilmente possono "infilarsi" sotto quella dei minuti o delle ore, e bloccare l' orologio: anche qui una bella ispezione visiva con il monocolo permette di localizzare il problema PRIMA di togliere il vetro: se una lancetta dei secondi cade sul pavimento ritrovarla non è facilissimo ... Anche in questo caso o si hanno le pinzette giuste (e un bel pacchetto di pazienza nuovo o appena aperto), o è meglio ricorrere all' orologiaio.

REGOLA ULTRAFONDAMENTALE : non usare MAI la forza ! gli orologi, anche i più economici sono oggetti di meccanica di precisione, non tollerano il martello !

In pratica quando riceviamo un orologio ci sono un paio di ore per "far conoscenza". Diciamo subito che, sempre di regola, un orologio va ispezionato completamente, quindi bisogna levare lancette e quadrante ed ispezionare il lato nascosto della platina (o piastra base). Questa manovra richiede però un minimo di esperienza, manualità ed attrezzatura. Finchè non le abbiamo tutte quante, lasciamo perdere !

La collocazione nella collezione

Di regola il primo passo per la collezione è creare "la scheda" dell' orologio. Ognuno si regola come crede, ma è necessario

-prendere nota dell' origine e del costo, e delle date (di acquisto, di arrivo)

-prendere nota ordinatamente di TUTTE le iscrizioni, i punzoni e i simboli e particolarità (numero e tipo dei rubini, finitura, tipo del bilanciere, del regolatore eccetera)

-visto il costo di una decente macchina fotografica digitale,. fotografare più in dettaglio possibile l' orologio e le sue parti. Questo è MOLTO importante se si ispeziona la platina nascosta, non è conveniente dover rismontare il quadrante se ci si accorge di non aver documentato qualcosa, e tutto quello che sta sotto il quadrante è IMPORTANTE per definizione.

-magari, già che ci siamo, dargli una bella pulita con i prodotti adatti (e qui le scelte sono molte)

A questo punto l' orologio può andare nella sua prossima sede, e noi possiamo cominciare a rimuginare il materiale che abbiamo accumulato, numeri di matricola e marchi del produttore in primis e poi tutti gli altri dettagli. "Rimuginare" significa andare a cercare le informazioni relative, confrontarlo con gli altri pezzi che possediamo, insomma, "comprenderlo" in senso etimologico. Ogni nuovo arrivo si confronta con quelli che già abbiamo, ed è importante vedere come ogni nuovo pezzo aumenta la nostra conoscenza di quelli che già possediamo, una collezione è una faccenda terribilmente dinamica ...

Ma dove li mettiamo ?

La domanda sul come sistemare fisicamente i nostri orologi forse la prima che viene in mente quando decidiamo di iniziare la collezione, ma, è facile dirlo ora, dopo un bel po' di lavoro e di esperienza accumulata, è poco importante. Molto più importante è un' altra domanda, ma li teniamo in moto oppure no? Ricordiamo, anche se sembra pleonastico, che stiamo parlando di orologi da tasca e SOLO di orologi da tasca. Tenere in moto degli orologi da collezione mi pare quantomeno avventuroso, e sostanzialmente inutile. E' inutile perchè i nostri orologi lavoreranno senza scopo, nessuno li guarda per la maggior parte del tempo, e nessuno li usa per sapere che ora è. Quindi per fare un lavoro inutile li sottoponiamo ad una usura: il VERO nemico degli orologi è l' usura. La stessa polvere non fà alcun danno se l' orologio è fermo, ma diventa un nemico terribile se l' orologio è in moto. Ricordiamo che in un orologio da tasca NON CI SONO LUBRIFICANTI se non quelli delle boccole o dei rubini, quindi è inutile tenere in moto l' orologio per mantenerlo ... lubrificato. I grassi usati nella molla servono ad impedire che la molla "si impacchetti" e che le spire, scaricandosi, non possano scorrere le une sulle altre. Una molla scarica non contiene energia, e quindi è nello stato di minima usura. La polvere, unendosi alla lubrificazione dei rubini e delle boccole, forma una pasta abrasiva, che danneggia nel tempo boccole, assi e rubini, ma se gli assi sono fermi non abrade nulla. Se quindi useremo i nostri orologi molto saltuariamente non succederà che una usura altrettanto saltuaria, che potremo facilmente controllare con una revisione altrettanto saltuaria, una volta ogni 3-5 anni, Naturalmente possiamo decidere di usare qualcuno dei nostri pezzi (io sono affezionato al mio Longines, classe 1924), ma allora la manutenzione deve essere almeno annuale, se non semestrale per i pezzi antichi e delicati, ed una revisione costa.

Se quindi la nostra collezione è semistatica come, a mio avviso, dovrebbe, la collocazione fisica è legata solo ai nostri gusti. Certo, sarebbe tecnicamente più corretto tenerli sdraiati, in modo che l' asse del bilanciere sia in verticale, dato che in questa posizione non si generano coppie, dato che il "braccio" è nullo (il momento di una coppia è dato dalla forza, sostanzialmente il peso, per il braccio), ma questo effetto mi pare molto minuscolo, e lo trascuro, visto che mi piace guardarli. Naturalmente ci sono i problemi di sicurezza, ma questa è un' altra storia e, bene o male, riguarda abbastanza relativamente orologi "medi" che a fatica arrivano ai 200 Euro nel mercato legittimo.

Quanti ne collezioniamo ?

Beh, qui si può dire veramente poco, almeno a questo livello. Secondo me, però, una regola esiste: collezioniamone tanti quanti riusciamo a conoscere. Un orologio arrivato, guardato, ficcato in un qualche raccoglitore e dimenticato è comunque un orologio salvato per il futuro, ma dice ben poco anche alla collezione. Io personalmente tento di affinare la mia collezione, mantenendo un numero di pezzi abbastanza costante, e vendendo con dispiacere, ma vendendo, quelli che ai fini della mia collezione sono diventati meno interessanti. Naturalmente PRIMA debbono essere analizzati e ci deve essere traccia precisa della loro storia, in modo che l' insegnamento che mi hanno dato non venga perso: per quanto possa sembrare strano, gli antichi orologi, se interrogati con interesse, sono molto loquaci e precisi.

Ma non è finita qui: nel prossimo capitolo parleremo di valori, ossia del vil (ehm) denaro per gli orologi da collezione, che non è il vil denaro degli orologi "sciolti", ma, nei fatti, ci si avvicina parecchio, almeno nei mercati adulti.

 


ID guida: 10000000011750397Guida creata: 27/04/09 (aggiornato il 20/08/13)

 
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