Alan Ford non deve essere considerato un caso a sé nella vasta produzione Magnus/Bunkeriana, ma l'evoluzione di alcune idee già abbozzate su altre serie. In alcune pagine di Kriminal e Satanik si era vista un strana commistione tra l'elemento nero e quello più tipicamente grottesco, solo che allora sembrava una forzatura, mentre facendone il motivo dominante di un albo, si arrivò a definire una coinvolgente forma di umorismo, dove quando si muore lo si fa con una smorfia ridicola sul viso. In quelle 75 uscite Magnus seppe esprimere tutta la propria bravura nel bianco e nero, preciso negli sfondi, accurato nelle espressioni dei mille personaggi creati, dando vita e anima alle sceneggiature di un Max Bunker in stato di grazia. Le storie avevano due livelli di lettura, scavando sotto l'apparenza si celava una pungente satira sul malcostume italiano. Basti l'esempio del postino Pisistrate Nelson, simbolo rappresentante di una Posta inefficiente ma pretenziosa.
Indimenticabili saranno le gesta tragicomiche della più scassata organizzazione investigativa della letteratura per immagini, il Gruppo TNT, la disarmante timidezza del prestante Alan Ford, gli scatti d'ira del nasuto Bob Rock, l'innaturale pigrizia della Cariatide, le mille malattie di Geremia. É impossibile non ricordarsi le catastrofiche invenzioni del ferreo Grunf, gli eleganti furti dell'imperturbabile Conte Oliver, le soporifere storie dell'arzillo Numero Uno. Agenti segreti alle prese con intrighi molto più grandi di loro che paradossalmente riuscivano a uscirne sempre da vincitori.
C'erano anche i nemici, riuscite caricature di scienziati da Terzo Reich, di infallibili ladri o di sanguinari vampiri, tra cui spicca un improbabile supercriminale, lo sbevazzone alcolico Superciuk, con la sua personalissima linea di condotta: rubare ai poveri per dare ai ricchi. Che dire poi di quella variopinta fetta di umanità che ha sempre fatto da contorno alle avventure dei nostri intrepidi eroi, gli straccioni perennemente affamati contrapposti ai cinici ricchi, puntualmente contornati da avvenenti e disponibili giovani ragazze. Insomma l'Alan Ford di Magnus e Bunker rimane qualcosa di irripetibile, una coppia che sulle ali di un caustico entusiasmo ha saputo inventare un nuovo modo di fare il fumetto.
"Alanfordissimi. Magnus non si è più sentito di portare avanti il discorso disegnato. Non possiamo che prenderne atto e ringraziarlo per la fattiva collaborazione fin qui prestataci". Con questo sentito discorso si chiudeva ufficialmente uno dei periodi più felici del fumetto italiano: l'Alan Ford di Magnus & Bunker. Con un pizzico di malizia si sarebbe potuto prevederne la possibilità già prima del fatidico 76º numero, il primo non disegnato da Magnus, dove appare l'annuncio dell'infausto divorzio. Infatti a partire dal numero 65 il suo tratto apparve in molti casi decisamente sotto tono, con lunghe sequenze di tavole solamente abbozzate, lasciando all'inchiostratore il compito di renderle presentabili.
Inoltre c'è il mistero di una storia natalizia pubblicata in piena estate con alcune piccole imprecisioni di carattere temporale, quasi si volesse tamponare un emergenza. In ogni caso lo scioglimento del magico duo, dopo qualche piccolo attrito, non lasciò alcun rancore, come dimostrerà molti anni dopo il ritorno di Magnus sulle pagine del biondo agente segreto per festeggiare il suo duecentesimo numero, utilizzando il suo ultimo stile, quello alla ligne claire.
Un po' di storia...
scritto da Max Bunker in occasione del 10° anniversario del primo numero di Alan Ford
"Nel maggio del 1969 usciva il primo numero di Alan Ford introdotto da un'analisi ad anteriori di Carlo dellaCorte che è il profeta del fumetto italiano.
Nel formato classico, quello tascabile, che andava di gran voga ai tempi e che diede notorietà ai vari Kriminal, Satanik etc... Alan si presentava sulla scena come l'antitesi di James Bond, che veleggiava anche lui per la maggiore e con le fattezze di Sean Connery.
La prima storia di Alan [...] fu scritta esattamente un anno prima, poi tenuta nel cassetto mentre si andava alla ricerca di un viso adatto alla caratterizzazione del personaggio. Il primo Alan che Magnus abbozzo' aveva gli occhiali, portava una camicetta ed il farfallino o papillon. Era forse troppo serioso. Dopo una lunga serie di conciliaboli e di analisi varie si opto', alfine, come ispirazione, per il viso di Peter O'Toole, l'attore anglosassone che al tempo teneva banco. Sagaci colpi di pennello ne hanno estratto una fisionomia vagamente ironica in una scenografia che si presentava decisamente grottesca.
Come sempre capita all'inizio, la struttura sia grafica che caratteriale non era ancora ben delimitata e i personaggi del Gruppo TNT (che sta per Tri-Nitro-Toluene) vengono "fuori" a poco a poco. Il Conte, ad esempio esordisce nel numero due, e sua eccellenza barba-bianca, il Gran Vecchio, il capo supremo indiscusso e discusso non farà capolino che nell'undicesimo episodio.
Nel contempo Alan trova la sua spalla in Bob Rock e nel Conte Oliver mentre l'albo stenta a incontrare consensi essendo decisamente "nuovo" per il tempo in cui vide la luce.
Ci fu da attendere parecchio prima di ottenere l'auspicato e conclamato successo che arrise alfine alla ventiseiesima tornata quando sulla scena apparve il super-nemico-assoluto "Superciuk" il Robin-Hood alla rovescia, la minaccia alcolica, lo sbevazzone che protegge i ricchi dallo strapotere dei poveri.
Nel contempo il gruppo si era ampliato, oltre ai già citati Alan, Bob Rock e Conte Oliver, sin dal primo numero è comparsa la Cariatide che fungeva da capo adiposo e pigro ma non ancora appesantito del tutto e quindi, Geremia, il perenne giovine di negozio, afflitto da tutti i mali dell'universo e anche oltre, poi Grunf, inventore delle cose più astruse e in genere non funzionanti, il Numero Uno e il cane Cirano, poi più avanti la Squitty, una cavietta, e molto più avanti ancora Clodoveo, il pappagallo. Ma adesso stiamo correndo troppo.
In questo fumetto c'è tutta la progressiva maturazione artistica di uno dei piu' grandi disegnatori italiani: Magnus, maturità che si snoda nel contesto di settantacinque numeri dopo di che ha lasciato la matita a Piffarerio mentre per le chine si sono alternati con maggior frequenza Paolo Chiarini e Giovanni Romanini e saltuariamente Enrico Fanti e Luigi Corteggi. [...]
Un caldo e affettuoso saluto dal
voster-semper-voster
Max Bunker"
MAGNUS racconta ...
"Alan Ford è stata un'improvvisazione: progettato nel 1967 e messo fuori a freddo. In un posto qualunque di un'America reinventata si scontrano in forme diverse gente povera fuori e avvilita dentro, gente sofisticata ma fondamentalmente corrotta e marcia. Questo volendo fare un discorso serio, ma in fondo non sono altro che pupazzi..."
"In Alan Ford, entrando in risonanza con Bunker, potevo suggerire delle situazioni che poilui sviluppava nella sceneggiatura, ma era sempre molto severo nel filtrare le idee. Me ne passava, diciamo, tre su dieci..."
"Questo Alan Ford che si vorrebbe abitante di New York, di America ne ha vista pochina. In realtà gli facevamo qualcosa della periferia milanese. C'erano delle case, delle situazioni che erano più italiane, lombardo-emiliane, addirittura. Era un'America completamente fasulla, c'erano delle citazioni, qualche grattacielo, qualcosa che dell'America potesse dare un'idea..."
"Alan Ford mi ha fatto far fatica, però mi sono divertito parecchio. Dopo è stato più drammatico, ma Alan Ford mi ha divertito al massimo."
PERSONAGGI

ALAN FORD
Nome e cognome: Alan Ford
Residenza: Negozio di Fiori tra la quinta e la sesta strada di New York
Età: 25 anni (a naso)
Altezza: mt. 1,80 (a spanna)
Peso: 62 Kg. (a occhio)
Professione precedente: Grafico Pubblicitario
Segni particolari: Biondo, occhi azzurri, aria ingenua. Lo è per davvero (ingenuo). Indossa sempre un maglione blu scuro e pantaloni dello stesso colore per scarsità di guardaroba.
Note: Appare sin dal primo numero. E' stato abbandonato in brefotrofio. Non ha mai conosciuto i suoi genitori.

BOB ROCK
Nome e cognome: Bob Rock. Bob è il diminutivo di Robert, e tutti lo chiamano al diminutivo.
Residenza: Negozio di Fiori tra la quinta e la sesta strada di New York
Età: 35 anni (su per giù, più giù)
Altezza: mt. 1,50 (molto scarsi)
Peso: 47 Kg. (vestito)
Professione precedente: Non aveva occupazione fissa. Si arrangiava come poteva.
Segni particolari: Naso molto pronunciato, altezza minima. Iracondo, irascibile, afflitto da (giustificato) complesso di inferiorità per via del naso e dell'altezza. Indossa sempre una mantellina e berrettino scozzese.
Note: Appare sin dal primo numero. E' orfano ma è il primo di quattro fratelli gemelli. (Il primo nato). La madre è morta in uno scontro a fuoco con la polizia mentre tentava di rapinare una banca. Il padre invece è stato giustiziato sulla sedia elettrica.

IL CONTE OLIVER
Nome e cognome: Oliver degli Oliver-Oliver
Titolo nobiliare: Conte
Residenza: Negozio di Fiori tra la quinta e la sesta strada di New York
Età: 42 anni compiuti
Altezza: mt. 1,76 (nobiliare)
Peso: 75 Kg. (peso forma per eccellenza)
Professione precedente: Titolato tuttofare con spiccata predilezione nella ridistribuzione dei redditi.
Segni particolari: Ha sempre la barba di un giorno, indossa una bombetta aerata, porta un monocolo (o caramella che dir si voglia). Ha una rapidissima capacità di cleptomane, ma non è proprio una malattia...
Note: Appare dal secondo numero. E' nato in Inghilterra, ma ha dovuto espatriare per manifesta incomprensione con la giustizia inglese.

GRUNF
Nome di battaglia: Grunf
Nome e cognome reali: Grunt von Grunt
Residenza: Retrobottega del negozio di Fiori tra la quinta e la sesta strada di New York
Età: 55 anni (più o meno, forse più)
Altezza: mt. 1,75
Peso: 82 Kg. (peso forma perfetto)
Professione precedente: Aiuto-aiuto-aiuto collaudatore di aerei in Germania, suo paese natale. Emigrato in America ha svolto diversi lavori, l'ultimo prima di entrare nel Gruppo TNT è stato di verduraio al mercato ortofrutticolo.
Segni particolari: E' sempre in tuta-tattica. Porta calotta e occhialoni da aviere stile Prima Guerra Mondiale. Sovente indossa maglie con scritte e motti di vario tipo.
Note: Arrivato negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale ha portato con se il bagaglio culturale e disciplinare del suo paese di provenienza. E' anche l'inventore del gruppo. Si adopera con molto ingegno e pochi mezzi a costruire le cose più strane. Appare sin dal primo numero.

IL NUMERO UNO
Nome di battaglia: Il Numero Uno
Nome e cognome reali: Sconosciuto a tutti. Ha pero' un nome in codice "Stravecchio De'Vecchionis".
Residenza: Un posto non ben identificato sotto il livello stradale nelle vicinanze della metropolitana.
Età: Nessuno lo sa. Potrebbe avere cento anni come mille! Secondo lui esiste sin dalla notte dei tempi ma è un po' contaballe.
Altezza: Impossibile misurarla perchè è paralitico e quindi sempre assiso sulla sua carrozzella.
Peso: Sempre per le ragioni cui sopra è impossibile pesarlo, ma ad occhio e croce non dovrebbe superare i 50 Kg.
Professione precedente: Ne ha raccontate tante che è difficile raccapezzarsi. Diciamo che ha sempre bazzicato negli ambienti di agenti segreti e affini.
Segni particolari: Naso adunco con bitorzolo in punta, capelli gonfiati e pettinati a chela.
Note: Appare nell'undicesimo episodio. E' il fondatore del Gruppo TNT.
Difetti: Tutti quelli umanamente pensabili.
Pregi: E' sempre estremamente lucido e presente a se stesso anche quando non lo dà a vedere. Anzi soprattutto in questa occasione.

LA CARIATIDE
Nome di battaglia: Cariatide
Nome e cognome reali: Gervasius De'Statuis
Residenza: Sulla sedia più ampia del negozio di Fiori tra la quinta e la sesta strada di New York.
Età: 50 anni (dice lui)
Altezza: mt 1,70 (come da certificato di leva)
Peso: 92 Kg. (sempre per sua affermazione)
Professione precedente: Scrivano di bella calligrafia presso il comune natio.
Segni particolari: Capelli brizzolati, occhi chiari. Adipe strabordante.
Note: Appare sin dal primo episodio. E' stato il primo ad entrare nel Gruppo TNT rimanendo vedovo poco tempo prima della sua nuova attività.

GEREMIA
Nome e cognome: Geremia Lettiga
Residenza: Negozio di Fiori tra la quinta e la sesta strada di New York.
Et0: 52 anni (ma ci credono in pochi)
Altezza: mt 1,65
Peso: 58 Kg.
Professione precedente: Aveva in proprio una bancarella di limoni e agrumi vari.
Segni particolari: Porta occhiali, ha un dente solo, è completamente calvo.
Note: E' perennemente malato di tutti i mali esistenti al mondo e non, almeno nella sua immaginazione. Continua sempre a lamentarsi. E' immigrato negli Stati Uniti proveniente dal Sud dell'Italia. Appare sin dal primo numero.
CRONOLOGIA
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