Guida al Drop Shipping, ovvero: come vendere senza avere la merce in magazzino.
Con questa guida analizzeremo come si può vendere prodotti che non si posseggono. Ottenendo ottimi risultati, se ci si affida a un'azienda seria... a patto di trovarla!Cinque giorni, cinque guide. Ormai sta diventando un'abitudine.
Alla mattina c'è chi si sveglia e non riesce a connettere se non si spara un litro di caffé. Il caffé non mi piace, sono fortunato. In compenso, alla mattina non riesco a connettere se non mi connetto, ovvero se non apro lo schermo del mio computer portatile e non faccio un check mail, cosa che spesso avviene direttamente dal letto. Lo so, sono messo peggio di quelli che vivono di caffé.
Per alcuni è una malattia temporanea. Si presenta soprattutto quando si scopre per la prima volta Internet, oppure quando si trova qualcosa di nuovo e particolarmente eccitante. Per me è così dall'estate del 92, quando per la prima volta sul mio computer dell'ufficio, nell'Università dove lavoravo (il Politecnico di Torino), la connessione Internet è diventata stabile e fissa. Il web ancora non esisteva e Google era solo un sogno, le ricerche si facevano con il Gopher.
In questi ultmi giorni il check mail è accompagnato dall'apertura della pagina per scrivere le guide. Gli argomenti mi vengono in mente durante il giorno precedente e li elaboro dormendo. Immaginate voi che cosa può venirne fuori 8-!
Ho già parlato dei manuali che vi insegnano a diventare ricchi bevendo caffé (che potrebbe anche voler dire che basta vi svegliate, ma non ne sono certo, perché non sono ricco) o che vi svelano i segreti per diventare ricchi con eBay. Alcuni, quelli meno disonesti, si limitano a parlarvi dell'opportunità di fare un secondo lavoro, guadagnando qualche centinaio di Euro extra al mese. Ovviamente, per sapere come, dovete pagare.
Non credo proprio!
Con questa, prettamente orientata ai venditori, inizia una serie di guide che sviscererà questi argomenti. Quello di oggi è dedicato a chi già vende su eBay, ma non è detto che non interessi anche a coloro che hanno voglia di iniziare.Il punto di partenza
Uno dei "segreti" che i manuali offerti a caro prezzo (a volte per poco, anche solo 5 Euro, ma per qualcosa che dovrebbe essere gratis sono tanti) è quello della vendita senza fare magazzino, ovvero senza investire denaro.Iniziare è infatti la cosa più difficile. Servono soldi. Infatti, se volete vendere, dovete avere gli oggetti che intendete proporre. Si può cercare di lavorare sul venduto, cioè di vendere e poi di acquistare i prodotti una volta ricevuti i soldi. Come vedremo in questa guida è una pratica comune, se fatta bene, ma se improvvisata porta solo feedback negativi.
Per i più il passo è sempre quello. Comprare per poi rivendere. Del resto è il mercato che funziona così, se acquistate il detersivo nel supermarket dietro casa, il proprietario quel detersivo lo ha a sua volta acquistato dal grossista, che lo ha preso dal distributore, che lo acquista dalla fabbrica o dall'importatore ufficiale.
In una precedente guida ho parlato dell'ingrosso, che non significa a priori "comprare a poco prezzo" ma bensì "comprare tanti pezzi" ed è per questo che si ottiene uno sconto.
Fare magazzino di prodotti da rivendere vuol dire, quindi, comprarne tanti, ovvero investire molti soldi.
Comprare carica batterie per cellulare a 3 Euro, che poi si rivendono a 6 Euro, è un buon business. Per averli a 3 Euro però è necessario comprarne almeno 1.000. Questo vuol dire che si dovranno investire 3.000 Euro. A cui poi andranno aggiunti i costi per comprare le buste imbottite con cui spedirli, che se si vogliono pagare poco vanno anch'esse acquistate a pacchi da qualche centinaio, sempre all'ingrosso. E, per finire, i costi per inserire il prodotto su eBay, o su altri portali di e-commerce che si fanno pagare per la pubblicazione.
Non tutti hanno la possibilità di fare questi investimenti, almeno inizialmente. Altri ne hanno la possibilità ma esiste sempre l'incognita "e se poi il mio prodotto non vende?". In effetti uno che se ne fa di 1.000 carica batteria per i cellulari? Deve comprare 1.000 cellulari per usarli? Non conviene.
Ecco allora che le guide ti svelano il grande segreto:
Vendere senza avere il magazzino
Ovvero, vendere prodotti che qualcun'altro, il grossista, tiene in magazzino per te e che ti invia o, meglio ancora, invia per conto tuo al cliente finale, una volta venduti e incassato il pagamento.Come tipologia di servizio esiste eccome. Si chiama: DROP SHIPPING.
Si stima che negli Stati Uniti oltre il 50% del business fatto su eBay e sugli altri siti di commercio elettronico avvenga per mezzo di Drop Shipper.
Un Drop Shipper è un distributore o un grossista che ha fatto la scelta di allargare il proprio giro d'affari offrendo servizi logistici aggiuntivi. In pratica offre la possibilità di acquistare da lui, inviando il prodotto direttamente al cliente finale.
Ecco come funziona:
- si identifica il grossista con cui si vuole lavorare, lo si contatta e si stipula un accordo di fornitura che, se il grossista è serio (o meglio se è reale e non un falso intermediario che si spaccia per tale) non prevede alcun costo di avviamento;
- all'interno del catalogo del grossista, si identificano i prodotti che si vogliono vendere e si preparano le inserzioni, avendo ben chiaro quale sarà il prezzo di acquisto e, quindi, quale prezzo si deve proporre per ottenere il guadagno che ci si è prefissati;
- si effettua la vendita sulla base dei prodotti scelti, usando e-commerce classico, aste o qualsiasi altro metodo (lecito);
- una volta effettuata la vendita e incassato il pagamento, si contatta il grossista e si ordina il prodotto, si paga e si indica al grossista l'indirizzo a cui spedire lo stesso;
- il grossista spedirà il prodotto al cliente finale e invierà a voi la fattura, che sarà da voi pagata, trattenendo il vostro guadagno;
Come e quanto si paga
Il costo del prodotto è determinato da tre fattori:- Il prezzo di acquisto;
- I costi di imballaggio;
- I costi di spedizione
Il prezzo di acquisto è quello che il fornitore propone a tutti i suoi clienti. Ovviamente, trattandosi di un distributore o di un grossista, il prezzo sarà più basso rispetto al mercato normale.
I costi di imballaggio sono quelli che i fornitori stranieri chiamano Handling, letteralmente maneggiamento (poco italiano credo ma non mi viene altro). Questo è in pratica il compenso al fornitore per il servizio aggiuntivo che vi offre, ovvero di preparazione e di spedizione dell'oggetto direttamente al cliente finale.
Infine, i costi di spedizione, che di solito sono offerti senza particolari ricarichi, se non i costi amministrativi e finanziari. Uno dei vantaggi è che i fornitori, facendo molte spedizioni, hanno di solito prezzi scontati per queste ultime.
Supponiamo, quindi, che il vostro fornitore applichi una tariffa di imballaggio di 3 Euro e abbia una convenzione con un corriere per un costo pari a 7 Euro per spedizione.
Il prodotto da 100 Euro avrà un costo complessivo di 100 + 3 + 7 = 110 Euro inclusa la spedizione. Questo sarà il costo di cui dovete tenere conto quando formulerete la vostra offerta.
Potete scegliere di offrire la spedizione al costo, 7 Euro, e di ricaricare le spese di imballaggio sul prezzo del prodotto, oppure di tenere il prezzo del prodotto più basso e caricare le spese di imballaggio sulla spedizione, offrendola a 10 Euro. Questa è una vostra scelta.
E' tutto fantastico ma...
Peccato non sia così realizzabile
Almeno in Italia.Già, perché quello che le guide non vi dicono, o meglio, che vi dicono solo dopo che le avrete acquistate, è che il Drop Shipping in Italia è ben lontano da essere una realtà.
Ci sono aziende che lo offrono, soprattutto nel settore informatico. Forse non si rendono neanche conto di farlo, e non lo chiamano Drop Shipping, perché non si rivolgono a un mercato allargato ma ai già loro clienti, che sono perlopiù negozi di informatica. Analizzeremo queste realtà più avanti.
Il problema, dicevamo, è che i fornitori di questo genere di servizi, ovvero i famosi "grossisti" o le accattivanti "fabbriche" di cui cercano di vendervi l'elenco, sono in tutto il mondo, fuorché in Italia.
Ecco quali sono i principali ostacoli a cui si va incontro nel cercare di avviare questa pratica:
- I drop shipper sono in giro per il mondo e, quindi, spediscono in Italia a costi internazionali, cioè alti, e con tempi lunghi;
- Le realtà italiane richiedono di possedere almeno la partita IVA, perlopiù registrata nel settore in cui operano (ad esempio se siete idraulici non vi accetteranno nel magazzino all'ingrosso di informatica);
- Su moltissime tipologie di prodotti, quelle più coperte, i margini sono veramente bassi, direi basissimi, quindi per guadagnare bisogna vendere tanto;
Analizziamo un settore
Prendiamo ad esempio il settore Hi Tech, che conosco bene. Nelle mie precedenti guide ho accennato al fatto che si tratta del mio lavoro. Già, di mestiere faccio anche il drop shipper ma, non vi preoccupate, lo scopo di questa mia guida non è pubblicizzare i miei servizi.Ho approcciato il drop shipping la prima volta poco più di un anno fa, durante un periodo di qualche mese trascorso fra il Texas e la Florida, dove molti drop shipper hanno sede perché lì è facile avere manodopera a basso costo proveniente dal Messico.
Conoscevo già bene la realtà italiana e volevo approfondire quella americana e, così è stato. Ho fatto i miei pensieri e immaginato che il posto giusto per questo tipo di attività fosse Hong Kong, e così ho fatto. Non solo lavoro nel settore, sono anche il proprietario dell'azienda. Per questo, come sempre, vi parlo di argomenti che un po' conosco.
Approfondiamo allora un settore, quello dell'informatica, dal punto di vista del nostro mercato.
Vi cito due grossi distributori di informatica che offrono ai loro clienti il servizio di spedizione all'utente finale, che potremmo definire drop shipper, anche se non lo sono apertamente.
La prima è la CDCPoint S.p.A. (www.cdcpoint.it) che altro non è che la divisione all'ingrosso del gruppo CDC, proprietario della famosa catena Computer Discount.
La seconda è la Esprinet (www.esprinet.com) che dopo la quotazione in borsa e alcune fusioni con concorrenti, è forse il più grosso distributore di informatica in Italia.
Entrambi richiedono, per accedere ai servizi, la registrazione e la presentazione di una visura della camera di commercio che dimostri che siete operatori professionali nel settore dell'informatica. Se avete deciso di fare business online, questo è un passaggio obbligato.
Una volta che vi si saranno aperte le porte del magico mondo dell'informativa a basso prezzo, aimé, scoprirete la grande verità.
NON SI GUADAGNA NULLA!!!
Già, infatti il settore informatico è uno dei meno remunerativi in assoluto. I guadagni possono andare da un medio 7/8% a un fantasmagorico 15/18%, fino ad arrivare, ma solo per alcune promozini speciali, a un supercalifragilistichespiralidoso 22/23%!!!
Si, tutto qui.
Comprate un lettore MP3 a 40 Euro e lo rivendete a 49. In mezzo dovete aggiungere le spese di pubblicazione dell'offerta, le tariffe sulla vendita e le commissioni per il sistema di pagamento.
Facciamo un esempio concreto usando eBay:
- Acquisto del prodotto: 40 Euro + 10 di imballaggio e spedizione
- Inserzione Compralo Subito a 49 Euro (10 di spedizione) + galleria + grassetto = 0,80 + 0,15 + 0,95 = 1,90 Euro
- Commissione per la vendita 4,5% di 49 Euro = 2,20 Euro
- Commissione PayPal per il pagamento 3,9% di 59 Euro + 0,35 = 2,30 + 0,35 = 2,65 Euro
Prezzo di vendita: Euro 49
Guadagno netto: Euro 2,25, pari al 4,6% del prezzo di vendita!
Già, avete letto bene, meno del 5% di guadagno netto.
Questo vuol dire che per guadagnare 500 Euro al mese extra, è necessario vendere 222 di questi lettori, pari a 7/8 al giorno.
Vi sembrerà pazzesco, ma questo è il mercato. Lo stesso vale per il negozio di informatica all'angolo. Nel settore dell'Hi Tech è così, si guadagna sui grandi numeri.
Ovviamente se i numeri si fanno consistenti, anche la capacità di acquisto diventa maggiore. Quando lavoravo molto sul mercato italiano e mi rifornivo alla CDC, facendo acquisti settimanali, avevo sempre uno sconto aggiuntivo del 5% che, in questo caso, vuol dire raddoppiare il guadagno netto. Questo, però, dopo parecchie migliaia di Euro spesi.
La concorrenza è tosta
Il mercato però è decisamente popolato. Cosa succede, quindi? Succede che coloro che hanno la possibilità di accedere a questi extra sconti, invece che tenerseli come guadagno, li rigirano pari pari sul prezzo all'utente finale, vendendo per esempio a 47 Euro invece che 49, al fine di conquistare maggiori quote di mercato.Questo è quanto ad esempio accade con i negozi veri e propri che approdano anche su un sito di aste come eBay. Hanno già la capacità di acquisto derivata dal business che fanno con la normale attività e, quindi, aggiungendo un canale di vendita, non possono che amentare nei vantaggi ottenuti.
Senza parlare poi della concorrenza derivata dalla globalizzazione.
Parlo ad esempio delle realtà che operano da un Paese come la Cina.
Guadagnare 2$ su un prodotto da 50, a voi può sembrare da suicidio. Vendendone 10 al giorno, si guadagnano 600$ al mese.
Una miseria, come potreste vivere con 500 Euro al mese?
Già, questo in Italia. In Cina un appartamento di buon livello, come quello dove vivo io (non roba da ricchi, intendiamoci) all'ultimo piano di un palazzo recente, in centro città, di 70mq, costa meno di 300 Euro al mese. La spesa del mese si fa con meno di 100 ecc. Quindi quel tipo di guadagno che per l'italiano sarebbe proibitivo, in un paese come la Cina permette di garantire una vita di livello superiore alla media. Come se in Italia si guadagnassero 3.000 Euro al mese, per intenderci.
Sogno o realtà?
Abbiamo quindi visto che, oltre a esservi margini ridotti, il problema è che in Italia non ci sono neanche gli operatori.Certo, c'è sempre la possibilità di rivolgersi ai fornitori stranieri. Ma questo è poco compatibile con la mentalità italiana.
Infatti è tipico dei nostri connazionali volere sia l'uovo che la gallina. Ovvero, lo voglio pagare poco ma lo voglio adesso!
Di aspettare 20 giorni un prodotto, pur di avere il 20% di sconto, non se ne parla proprio.
Per esempio, la maggiorparte dei miei clienti che usano i servizi di drop shipping da Hong Kong, non vendono in Italia. Il Brasile è il mercato dominante. Lì possono aspettare anche due mesi, senza lamentarsi, pur di pagare meno. Da noi, in Italia, checché se ne dica la crisi economica non si è ancora fatta sentire abbastanza.
In conclusione, parlare di business fatto senza avere il magazzino oggi, in Italia, è qualcosa come parlare di un sogno.
Per trasformarsi in realtà ci vorrà una maggiore capacità, da parte dei distributori, di riconoscere l'opportunità di questo tipo di business ma, chi vieta loro di inserirsi direttamente sull'utente finale vendendo in prima persona?
Buone vendite!
Guida creata: 05/02/06 (aggiornato il 30/03/13)




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